BOTTELLI MARCO

Ciao a tutti,

Sono Marco bottelli, un ragazzo di 26 anni con dei sogni nel cassetto come tutti voi, per colpa dell’insicurezza ho passato tutta la vita a nascondermi e a pensare che non fossi all’altezza di nulla, ho messo un punto a tutto questo e sono ripartito incominciando a realizzare alcuni obiettivi che mi ero prefissato.

Ad oggi mi sento realizzato, ho deciso di scrivere attraverso questo blog a tutti coloro che in questo momento si sono sentiti come me, con un mondo dentro da voler esprimere ma senza ne forza e coraggio da farlo vedere agli altri, voglio aiutarvi attraverso la mia esperienza ad emergere, sconfiggere l’ombra della paura e dell’insicurezza che è aggrappata con forza sulle vostre spalle, siete forti, sicuri, coraggiosi ma, ancora non lo sapete….

Esattamente 2 anni fa’ coronavo uno dei miei più grandi traguardi, stavo firmando un contratto a tempo indeterminato per un’azienda di digitalizzazione.

Mi sentivo davvero realizzato?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un passo indietro, fresco di diploma avevo due strade da percorrere, continuare gli studi all’università oppure cercare un lavoro.

Grazie ai miei genitori avrei avuto la possibilità economica di intraprendere un percorso universitario, ma io decisi di cercare lavoro, forse perché giovane e sbandato avevo l’idea di avere soldi in tasca da poter spendere in giro con gli amici o come meglio credevo.

Così iniziai a inviare curricula, e dopo 6 mesi venni chiamato per fare un colloquio in questa grandissima azienda multinazionale.

Ricordo ancora quanto fossi teso ed emozionato quel giorno, incamiciato per l’occasione varcavo le porte del mondo del lavoro.

Sono un dipendente!

Questo è stato il primo pensiero appena uscito da li con il sorriso a 32 denti.

Mi sentivo bene, potevo dire finalmente di avercela fatta.

Incominciai a lavorare il giorno seguente poiché l’azienda aveva urgente bisogno.

Inizia il mio calvario, avendo un contratto a tempo determinato che scadeva ogni 6 mesi ero sempre sotto esame, mi fermavo oltre l’orario prestabilito per farmi vedere, sempre puntuale alla consegna dei progetti, finalmente dopo 3 anni di sacrifici mi propongono il grande e ricercato contratto a tempo indeterminato.

Ma proprio nel preciso momento in cui stavo firmando mi sale un brivido lungo la schiena, ma preso dalla felicità non ci faccio caso.

Evviva! traguardo raggiunto!

Perfetto… e adesso?

Passavano i giorni e non riuscivo a non pensare a quel brivido e cosa significasse, a lavoro iniziano i primi problemi, forse spinto anche dal contratto mi faccio avanti proponendo nuove idee, ho tanta voglia di mettermi in gioco, ma tutto questo entusiasmo viene immediatamente stoppato, ho come la sensazione che mi stessero tarpando le ali.

Non ho più obiettivi, sento di poter dare tanto, di dover dimostrare il mio valore ma rimango invisibile agli occhi di chi sta gerarchicamente in azienda sopra di me.

Forse sono io quello strano o il diverso, altri miei colleghi che sono qui da molti anni più di me, dopo la firma dell’indeterminato è come se si fossero adagiati sugli allori, si sentono arrivati.

Io non sono questo, anzi il contratto mi ha dato ancora più benzina per andare avanti e puntare il più in alto possibile.

Non capisco più nulla, mi sento perso….

Tutto questo mi sembra assurdo, vengo visto come un semplice numero senza possibilità di esprimere la mia opinione, mi sento un perfetto automa ma, peggio ancora, è come se mi avessero legato un grosso sasso ai piedi gettandomi in mare, sento di cadere giù a picco senza possibilità di risalita.

Una sensazione bruttissima.

Ecco, ora posso rispondere alla domanda iniziale, no non mi sento per niente realizzato, sento ardere in me un fuoco che non riesco più a trattenere.

Devo far uscire tutto il mondo che ho dentro, voglio mettere il mio valore al servizio delle persone, ma per fare tutto questo devo cambiare strada, anzi, ho bisogno di cambiare strada.

Nell’ultimo periodo mi sono appassionato al mondo del digitale, o meglio ho iniziato ad approfondirlo, sto studiando poiché voglio specializzarmi come social media manager, così da poter aiutare imprenditori e aziende a raggiungere i propri obiettivi attraverso il mondo dei social, sento che questa è la mia missione.

Ho dato speranza al Marco di qualche tempo fa che si era smarrito, la differenza è stato il fatto che mi sono fermato ad ascoltarmi, capendo che gli obiettivi che avevo raggiunto non erano quello che volevo dalla vita, mi hanno aiutato a crescere sia come persona sia a livello professionale ma non coincidono più con quello che voglio.

Per questo vi voglio dire che non è mai troppo tardi per cambiare strada o scelte prese in passato, fermatevi, ascoltate quello che avete dentro e di conseguenza agite, scoprirete che la strada per sentirvi davvero realizzati e ancora molto lunga e tortuosa, ma nonostante ciò avrete la consapevolezza di volerla percorrere più di ogni altra cosa.

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